Gite scolastiche:  In visita alle opere di Gaudenzio Ferrari  

In visita alle opere di Gaudenzio Ferrari 
la Collegiata di S. Maria delle Grazie ad Arona.

Collegiata di S. Maria delle Grazie - Arona

Il giorno 8 marzo, accompagnati dalla prof.ssa Ester Villa, noi alunni delle classi terze ci siamo recati ad Arona per visitare la Collegiata di S. Maria delle Grazie...

Appena arrivati, siamo entrati nell’edificio aspettando i nostri compagni di Suno e Momo. Intanto la prof. Villa ha iniziato ad accennarci qualcosa sull’affresco tardo gotico dipinto nel 1428 e posto sulla parete di fondo della navata laterale destra. Nel registro superiore (parte alta dell’affresco) era raffigurata la Deposizione di Cristo. Egli era supino, accanto a lui c’erano la Madonna che gli baciava la mano e S. Caterina che gli baciava i piedi. Nel registro inferiore, erano dipinti quattro Santi con la Madonna posta al centro sul trono; da sinistra verso destra si potevano vedere i seguenti santi: S. Rocco, S. Giovanni Battista, S. Ambrogio e la martire S. Margherita.
Dalla visione dell’affresco abbiamo potuto constatare che le figure presenti sono molto rigide perché c’è una prospettiva appena accennata: per esempio la Madonna posta sul trono tende a scivolare in avanti, i Santi sono raffigurati con un panneggio che risulta essere simmetrico rispetto alle loro gambe. 

All’interno la chiesa di Santa Maria delle Grazie è di stile gotico-rinascimentale. La chiesa è stata costruita in un ventennio: dal 1468 al 1488, ed è costituita da tre navate. Le navata laterali sono esattamente la metà di quella centrale sia in altezza sia in larghezza. Al suo interno sono presenti dei pilastri ottagonali quattrocenteschi decorati con dei capitelli rinascimentali. Nella navata centrale il soffitto tende ad allargarsi verso il cielo con una volta a crociera. All’estremità delle navate laterali sono presenti due cappelle barocche. Esse presentano una decorazione a finto marmo, la quale appartiene alla veste originaria della chiesa. L’altare della navata centrale è in stile neoclassico aderente al periodo greco-romano, fu progettato dall’architetto novarese Zannoia. Durante il primo decennio del cinquecento gli arnesi pensarono di far dipingere una grande pala dal pittore Gaudenzio Ferrari
Collegiata di S. Maria delle Grazie: Polittico di Gaudenzio Ferrari Quest’opera fu commissionata da Veronica Borromeo, appartenente ad una nobile famiglia proprietaria di vaste terre nella zona. L’opera venne terminata nel 1511 e venne posta sull’altare maggiore, successivamente si pensò di spostare la pala nella navata destra. Nel 1980 il polittico venne restaurato ed è stato collocato nella navata sinistra dove si trova ora. Il polittico è costituito da più pale accostate tra loro. Si osservano quattro nicchie. In basso a destra nella prima nicchia troviamo S. Teodulo, S. Pietro martire e il committente (la persona che ha commissionato il polittico) Veronica Borromeo. Nella nicchia in basso a sinistra ci sono S. Caterina d’Alessandria e S. Barbara. In alto a sinistra sono raffigurati S. Ambrogio e S. Gratiniano e nella parte destra i SS. Felino e Gerolamo. I Santi che si trovano nelle nicchie sono uniti al resto del disegno dallo sfondo azzurro. Nella quarta e la quinta nicchia è raffigurata la natività con la Sacra Famiglia in primo piano. Accanto alla Sacra Famiglia ci sono due angeli musicanti che sono una particolarità dello stile di Gaudenzio Ferrari. Fra la sesta e la settima nicchia c’è la lunetta dove è raffigurato Dio Padre che benedice i suoi figli con la mano destra mentre in quella sinistra tiene una sfera d’oro. La lunetta di Dio Padre ha lo sfondo arancione che contrasto con il blu delle altre. Nella parte sottostante alle nicchie si trova una predella divisa in tre parti: nella prima parte e nella terza parte ci sono gli apostoli: S. Pietro e S. Giovanni. Al centro campeggia Cristo, inoltre tra una predella e l’altra si ammirano le grottesche, delle decorazioni che fanno da cornice. Abbiamo potuto notare che il modo con cui G. Ferrari ha dipinto gli apostoli sembra trarre ispirazione da come li raffigurò Leonardo nell’Ultima Cena. Questo significa che la pittura di Gaudenzio Ferrari è stata influenzata enormemente dalla pittura di Leonardo, probabilmente la studiò durante il suo viaggio a Roma nel 1510. 

All’esterno della chiesa insieme ai ragazzi di Suno e Momo abbiamo ascoltato la spiegazione di una guida che ci ha dato delle informazioni riguardo alla chiesa di S. Maria antistante alla Collegiata che avevamo già visitato. La particolarità di questa chiesa è la torre campanaria, la parte più antica di tutta la costruzione. Questa torre presenta due stili: lo stile romano fino all’orologio mentre la cella campanaria è in stile barocco. Inoltre la guida ci disse che la cittadina di Arona, all’epoca del XIV secolo era molto ristretta ed è stata successivamente ampliata nel 1400 per volere della famiglia Borromeo. A Primo Borromeo venne dato l’incarico di ricostruire la chiesa con due particolari tipi di pietra calcarea affinché rendesse un effetto più decoroso alla facciata: una era di colore giallo chiarissimo mentre l’altra era di colore arancione. Quest’ultima veniva prelevata proprio ad Arona, vicino a dove sorge la statua di S. Carlone.
Questa visita di istruzione ci ha appassionato molto perché, anche se ad Arona eravamo già state molte volte, abbiamo avuto l’occasione di vedere ed analizzare alcune importanti opere di Gaudenzio Ferrari, che hanno arricchito le nostre conoscenze in ambito culturale ed artistico.

Cerri Sara, Cerri Valentina, Condina Veronica, 
Di Salvo Sara e Zanetta Simona



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Pubblicato da Redazione - sabato 22 aprile 2006 - 17:57:50
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